Ranchi: con il 5X1000 l’Ostello… raddoppia

Casa Alessia destina altri quarantamila euro per completare la nuova struttura gestita dalle Sorelle della Carità in India.

Il cinque per mille? Detto fatto: Casa Alessia lo ha già destinato. Così come era capitato per i fondi che i contribuenti italiani avevano devoluto alla nostra associazione nell’anno precedente, ventitremila euro circa, serviti per acquistare gli arredi della scuola alluvionata di Olbia, la stessa solerzia è stata mantenuta anche quest’anno. Dal cinque per mille sono infatti arrivati circa ventottomila euro che hanno preso la via dell’India.

La nuova ala della trattura di Casa Alessia gestita dalle Sorelle della Carità in una zona ad alta densità di povertà di Ranchi

La nuova ala della trattura di Casa Alessia gestita dalle Sorelle della Carità in una zona ad alta densità di povertà di Ranchi

A Ranchi, nel nord est del paese, come chi segue le vicende dell’associazione ben conosce, Casa Alessia si occupa di bambini poveri delle campagne. In una zona periferica della metropoli (ci vive oltre un milione di persone) è stato costruito l’Ostello Alessia Due, proprio di fronte all’altra struttura già realizzata nel 2012.

In realtà l’associazione ha donato, per terminare questo progetto, ben quarantamila euro alle Sorelle della Carità che si occupano della missione che gestisce le due strutture.

Già nel primo edificio sono ospitati una trentina di bambini e altrettanti potranno trovare ospitalità e spazi per lo studio nell’Ostello Alessia Due.

I bambini che potranno usufruire del servizio hanno un’età  compresa tra i cinque e i dodici anni e verranno accuditi e seguiti per l’istruzione da oltre venti suore e da personale laico. Casa Alessia mantiene costantemente i contatti con la struttura, tant’è che più volte all’anno volontari dell’associazione intraprendono il viaggio per la missione di Ranchi.

Così è capitato anche durante la scorsa estate quando ben tre spedizioni hanno raggiunto la metropoli indiana. Tra i volontari partiti alla volta della missione, c’era anche una collaboratrice di InformAle che più volte ha pubblicato servizi dall’India. Si tratta della volontaria novarese Irene Omodei Zorini, giovane studentessa in medicina all’Università di Pavia, già incaricata da Casa Alessia di gestire il progetto che ha portato alla creazione del nuovo ostello.

Alcuni degli studenti ospiti della struttura indiana

Alcuni degli studenti ospiti della struttura indiana

La struttura è un fiore all’occhiello dell’associazione in quanto darà la possibilità ai bambini di una zona particolarmente povera di poter accedere agli studi e di evitare lunghi trasferimenti, spesso difficoltosi per la mancanza di adeguate vie di comunicazione e di mezzi di trasporto.
Al visitatore, infatti, non sfuggiranno: attraversamenti pericolosi in alcuni periodi dell’anno dei fiumi impetuosi; le distanze tra i piccoli villaggi e la capitale Ranchi da percorrere sovente a piedi; la pericolosità per i minori di attraversare periferie degradate e spesso violente.

Molti di questi ragazzi hanno anche raccontato delle condizioni di miseria in cui versano le famiglie di provenienza.

Mentre a casa spesso soffrono di malnutrizione, e di scarsa attenzione,  all’Ostello Alessia oltre a un banco su cui studiare, trovano un ambiente sano, sicuro e due pasti assicurati ogni giorno.

Non ultimo va segnalato il ruolo delle suore che sovente diventano delle seconde mamme per i bimbi più piccoli e vero e proprio punto di riferimento per un’educazione che genererà il buon futuro di un Paese.